Pro Loco Ostia Aterni

 

 PROSSIMI EVENTI

 

  

 

 

 

 

 

 

FOTO DI PESCARA GENTILMENTE CONCESSE DA MARIO SABATINI

(DIRITTI RISERVATI)

 

 

 

 

 

 Il nostro fiume veniva chiamato Aternum dai latini. In epoca romana si indicava un villaggio (Vicus) denominato Ostia Aterni, posto sulla foce del fiume: la nostra attuale Pescara. Inizialmente la riva Nord era un porto dei Vestini, mentre la riva Sud era utilizzata dai Marrucini. Molto probabilmente, in epoca Vestina vi era un Vicus anche sulla riva Nord che poi fu abbandonato quando il prolungamento della Claudia Valeria giunse nell'abitato posto sulla riva Sud e ne determinò lo sviluppo, che assunse la classica forma trapezoidale dovuta perché tangente alla Claudia Valeria e la Via di Fondo Valle. Nel I secolo dC, con la realizzazione della Via Claudia Valeria, ad opera dell'imperatore Claudio, ed il grande ponte in pietra sul fiume, opera dell'imperatore Tiberio nel 47 dC, che ne collegava le due rive, Ostia Aterni ebbe un deciso sviluppo incrementato nel IV secolo DC quando aumentarono i collegamenti ed i traffici con la Dalmazia poiché, nel 305 dC, l'imperatore Diocleziano si ritirò a vivere nella attuale Spalato . La forma antica dell'abitato di Ostia Aterni è data dall'incrocio della Claudia Valeria con l'antica Via di Fondovalle ed ha una forma trapezoidale tutt'ora visibile. Successivamente i Longobardi apportarono grandi distruzioni ad Ostia Aterni che ebbe un periodo di decadenza, per poi riprendersi sotto i Normanni e gli Svevi. Nell' Alto Medioevo lo storico longobardo Paolo Diacono per la prima volta, utilizzò il toponimo Piscaria. Tale nome rimase anche in epoca Medioevale e stette ad indicare l'abitato posto sulla riva Sud. Dopo varie vicissitudini ai primi dell'ottocento, sotto la dominazione francese, furono creati due comuni: Castellamare, posta sulla riva Nord e facente parte della provincia di Teramo e Pescara, posta sulla riva Sud appartenente alla provincia di Chieti. Nel 1927, grazie all'intervento di Gabriele D'Annunzio e Giacomo Acerbo, fu decisa l'unificazione dei due comuni e la creazione della Provincia di Pescara. Castellamare, pertanto, sacrificò il proprio nome per favorire un luminoso destino amministrativo al Comune di Pescara.

 


ITINERARI TURISTICI E STORICI DI PESCARA