Pro Loco Ostia Aterni

Itinerari

Bosco Martese, Parco Nazionale Gran Sasso – Laga

Ceppo è una località montana, nel comune di Rocca Santa Maria (Te), alla base dei Monti della Laga. Il luogo rientra nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ed è immerso nel secolare Bosco Martese, il cui nome deriva dall'antica presenza di un tempio pagano dedicato al dio Marte. Si tratta di un bell'anello che attraversa uno dei più bei boschi dell'Appennino. Tra faggi e abeti bianchi (eccezionale relitti glaciali) si perviene in un luogo suggestivo qual'è la cascata della Morricana. I periodi migliori, per apprezzarne la bellezza, sono la primavera inoltrata e l'autunno con l'esplosione dei colori. Ciò nulla toglie al fascino delle cascate ghiacciate e del bosco ricoperto di neve nel periodo invernale, e al verde sterminato dell'estate.
La base di partenza e' al Ceppo dove è consigliabile sostare al ritorno e gustare i prelibati piatti, tutti a base di funghi locali e sapientemente elaborati dal ristoranti del posto.
Dalla località il Ceppo, raggiungibile da Teramo con strada lunga e tortuosa (calcolare da Teramo più di un'ora), si continua per circa 250 metri la strada (SSO) fino alla sbarra della forestale (spiazzo).
Qui, parcheggiata l'auto (ma conviene lasciarla al piazzale de il Ceppo, ci si incammina nella sterrata di destra. Si attraversano cascatelle, piccoli torrenti e si arriva al bellissimo bosco della Martese, bosco di faggi frammisto ad abeti bianchi.
Continuando nel sentiero si attraversa il fosso di Valle Castellana e si continua a nord verso la Costa delle Solagne raggiungendo il rifugio della Comunità Montana agli stazzi della Morricana, utilizzato ai pastori. Nei pressi si possono ammirare le splendide cascate della Morricana che offrono uno spettacolo davvero impressionante con uno spettacolare salto di 40 metri. Da qui si risale, verso sud est ai lacci di Verre (2032 m), per poi scendere verso l'ormai asciutto Lago dell'Orso (1811 m) e, con il sentiero di sinistra, verso nord est, si torna a il Ceppo, punto di partenza.
Dal Ceppo si può partire per camminate a piedi e in mountain bike verso le Cascate della Morricana e verso il pianoro del Lago dell'Orso. A piedi si può proseguire anche verso le vette della Laga, che hanno la caratteristica di essere erbose fin sulle creste.
Il Ceppo si può essere raggiunto anche direttamente con le bici partendo dalle località più a valle.
In inverno si può praticare lo sci di fondo e lo sci alpinismo.

HOTEL RISTORANTE JULIA

Frazione Ceppo
64010 Rocca Santa Maria (TE)
Tel. 0861 629015
Fax 0861 63100

Lago di Campotosto

Il lago artificiale di Campotosto sorge a 1300 metri ed è raggiungibile da L'Aquila seguendo la Strada Statale 80 in direzione Teramo, fino al bivio per Campotosto. (50 Km ca. da L'Aquila), o da Teramo seguendo la Strada Statale 80 in direzione L'Aquila, fino al bivio per Campotosto. (70 Km ca. da Teramo). La viabilità può rivelarsi particolarmente difficoltosa nella stagione invernale, in caso di neve o ghiaccio, ma è comunque molto interessante dal punto di vista paesaggistico.
La zona su cui è stato creato il lago nel 1930/40, era un tempo occupato da acquitrini e torbiere ed è un ottimo punto per osservare gli uccelli che vi sostano nella stagione di passo. Fra gli altri nella zona sostano, la Folaga, il Germano Reale, la gallinella d'acqua e il merlo acquaiolo.
Ricco di pescagione il lago ha contribuito a trasformare il comune di Campotosto, che peraltro è uno dei più alti d'Italia, in un frequentato centro di soggiorno invernale ed estivo. Sede di una Riserva naturale, da Campotosto prendono avvio le seguenti ascensioni: al Monte di Mezzo (2155 m), al Monte Cardito (1592 m), a Monte Mascioni (1595 m), a Monte Civitella (1603 m), a Monte Piano (1725 m).
In inverno le strade circumlacuali non vengono mai spazzate dai spalaneve e pertanto costituiscono degli ottimi percorsi con gli sci di fondo. Sono le giornate più fredde d'inverno, quando la superficie del lago gela ed i monti traboccano di neve, quelle più suggestive per venire a scivolare in silenzio in questo suggestivo angolo d'Abruzzo.
Anche paesaggisticamente, gli scorci sono molto piacevoli, con belle vedute sul lago, sul paese di Campotosto che sorge sulla sponda opposta e sui vicini monti della Laga. Più ad est, invece si riconoscono le imponenti vette del Gran Sasso con il Monte Corvo in primo piano.

LOCANDA MAUSONIUM HOTEL

Via Lecco, 26
67013 Campotosto (AQ)
Tel. +390862 909132, +39 338 5492354
E-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Web www.mausonium.it

Bosco di Don Venanzio

Il Bosco di Don Venanzio si trova a pochi chilometri dal comune di Pollutri, nei pressi del fiume Sinello. Esso copre una estensione di 8 ettari e trae il suo nome da uno degli ultimi proprietari il cui antico casale si incontra prima di addentrarsi nell'area.
Si tratta di un bosco di alto fusto con esemplari di grandi dimensioni che testimoniano perfettamente le antiche foreste che ricoprivano anticamente le valli abruzzesi.
La vegetazione varia in base ai diversi livelli di terrazzamento, e le specie presenti risultano numerose, come il Frassino meridionale, il Cerro, il Pioppo bianco, il Pioppo nero, la Farnia, la Roverella, e il Carpino bianco. La ricca flora consente allo Scricciolo, all'Occhiotto, e alla Capinera un habitat indisturbato anche se la zona antistante l'ingresso possiede un'area che invita i visitatori a sostare comodamente.

L'ORTO DEI GIULIVI – CASE VACANZA

Via Piana del Lago 47
66021 Casalbordino (CH)
Tel. 320 8508582

Bosco di S. Antonio

A pochi metri della strada asfaltata che collega Pescocostanzo e Cansano si incontra una delle più belle faggete d'Abruzzo. Si tratta del Bosco di Sant'Antonio. Divenuta Riserva Naturale nel 1985 il bosco si estende su 550 ettari tra i 1290 e i 1420 metri di quota. Oltre ai faggi, tra i quali spiccano numerose piante secolari, sono degni di nota gli aceri, il pero selvatico, il tasso, il cerro e il ciliegio. All'inizio dell'estate compaiono le fioriture della genziana maggiore e della peonia, nonché della pipactis purpurea, una delle orchidee selvatiche più rare d'Italia.
Vario il patrimonio avi faunistico. Si può osservare il Rampichino, il Picchio muratore, il Picchio verde, la Tordela, etc. e tra i predatori lo Sparviero e la Poiana.
D'estate è possibile passeggiare nel bosco seguendo uno dei tanti sentieri ce si inoltrano nel fitto del bosco. Per gli appassionati di sci di fondo e bene ricordare che d'inverno, tra i suoi faggi si snoda una delle più belle piste da fondo abruzzese.

ALBERGO IL FAGGETO – RISTORANTE CON CAMERE

Località Bosco di S. Antonio
67033 Pescocostanzo (AQ)
Tel. 0864.67100
Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Web www.ilfaggeto.it

Valle dell' Orfento

Il fiume Orfento nasce dalla Maiella, poco sotto Pesco Falcone, il suo alto corso, molto interessante dal punto di vista naturalistico,è stato dichiarato riserva naturale integrale. Il fiume in alcuni milioni di anni ha inciso profondamente la roccia, dando origine ad una delle valli più spettacolari ed importanti dell' Appennino dal punto di vista naturalistico.
Il paesaggio è caratterizzato da poderose serie di strati calcarei risalenti all'era secondaria e terziaria costituiti in prevalenza da frammenti di gusci e conchiglie di molluschi lamellibranchi e gasteropodi.
La vegetazione che costeggia l'alveo del fiume è costituita dai Salix purpurea, Salix elaeaguos, Salix alba, mentre a quote più' basse si trovano le faggete e nelle aree più calde il Leccio, la Boverella, il Carpino nero, l'Acero campestre ed il Maggiociondolo.
La fauna comprende lo Sparviero, il Lodolaio, il Falco pellegrino, mentre sui pascoli d'alta quota nidificano il Fringuello alpino, lo Spioncello, la Coturnice. Tra le acque del fiume si osservano la Ballerina gialla ed il Merlo acquaiolo (simbolo della riserva).
In prossimità di Caramanico il fiume ha scavato una valle ricca di spunti naturalistici, poco dopo aver attraversato il paese, l'Orfento, confluisce nel fiume Orta, affluente destro del Pescara.
La migliore base di partenza e' il centro termale di Caramanico Terme a 556 metri di quota. Partendo dal centro di visita della Riserva Naturale si raggiunge il fondovalle dell' Orfento per poi proseguire per la parte più' selvaggia della valle ed arrivare dopo una breve salita seguita da un tratto pianeggiante al Ponte della Pietra a 991 metri.

LA RESERVE HOTEL TERME CENTRO BENESSERE

Loc. Via Santa Croce
65023 Caramanico Terme (PE)
Tel. 085 92391 ,085 9239502/03
Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Web www.lareserve.it

Sorgenti del Pescara

La Riserva Naturale Sorgenti del Pescara e' facilmente raggiungibile dal comune di Popoli seguendo la A25 in direzione Sulmona. Un breve percorso a piedi porta direttamente alle sorgenti; l'acqua sgorgando da una fenditura nella roccia forma un grande invaso circondato da canneti. Si prosegue in salita per il ripido sentiero delle Canapine che offre una bellissima vista sulla sorgenti, su Popoli e sulle pendici del Morrone.
Si scende poi lungo il fiume Pescara fino al capanno di osservazione che con un po di pazienza consente di osservare il martin pescatore e le altre specie che popolano la zona.
La riserva e' una interessante zona umida che vanta la presenza di una diversificata popolazione di uccelli; tra gli altri ricordiamo Porciglione (Rallus acquaticus), Falaga (Fulica atra), gli Anatidi Marzaiola (Anas querquedula), Fischione (Anas Penelope), Alzavola (raus crecca), Germano reale (Anas platyrhynchos), Moretta tabaccata (Aythya nycora), l'Airone cinerino (Ardea cinerea), Airone rosso, (Ardea purpurea), Garzetta (Egretta garzetta), Nitticora (Nycticorax nycticorax), Cannareccione (Aerocephalus arundinaceus), Cannaiola (A. scirpacus), Martin pescatore (Alcedo atthis), Ballerina gialla (Motecilla cinerea). Nel folto bosco nidificano poi: Usignolo di fiume (Cettia cetti), Pendolino (Remiz pendulinus), Picchio verde (Picus virdis), Piro piro boschereccio (Tringa glareale), Cuculo (Cuculus canorus), l'Occhiocotto (Sylvia melanocephala).
Inoltre sono presenti diverse specie di rapaci nidificanti nelle aree vicine come ad esempio: Poiana (Buteo buteo), il Gheppio (Falco tinnunculus), il Falco pellegrino. Sui pendii aridi a ridosso delle sorgenti troviamo: Averla piccola (Lanius callurio), lo Zigolo nero (Emberizia cirlus), l'Upupa (Upupa epops), lo Stiaccino (Saxicola rubetra), Ghiandaia (Garrulus glacedarius).

HOTEL TRE MONTI

Via Tiburtina,1
65026 Popoli(PE)
Tel. +39 085.9875059, +39 340 211 4590
Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Web www.tremontihotel.it

Gole del Salinello

In località Ripe di Civitella (Mt. 610) si prende la strada a fianco della chiesa, seguendo l'indicazione per la "Grotta Sant'Angelo". Si inizia a scendere per via obbligata fino a giungere alla rampa a gradoni di accesso alla Grotta Sant'Angelo che si apre ben evidente sulla parete rocciosa. Qui le opere di scavo hanno permesso di individuare reperti che vanno dal Neolitico all'età romana, con la cavità utilizzata in seguito come eremo. All'interno si trova un altare, ma conviene risalire all'apertura per godervi uno scorcio magnifico sul sottostante vallone.
I Monti Gemelli qui mostrano la loro immagine più integra, testimoniata anche da una ricca presenza faunistica che comprende specie quali il falco pellegrino, l'aquila reale o l' ancor più raro geo tritone italico. Il sentiero quindi prosegue tra le ginestre, e occorre un po' di attenzione a non perderlo. Dopo una ripida e scivolosa discesa, a sinistra ci sono quattro possibilità: ancora a sinistra, per una traccia ripidissima e da percorrere con estrema cautela, si giunge proprio al punto più spettacolare del fiume dove il Salinello compie un salto di almeno 30 metri scendendo da una strettoia tortuosa di roccia grigia, resa liscia dalla foga dell'acqua. Andando dritti si guadagna invece la sommità di un roccione, assai panoramica su quest'angolo di wilderness.
A destra, infine, una breve discesa porta al tratto sommitale della cascata suddetta. Proseguendo invece ancora più a destra per la traccia principale si entra nel bosco, dove a fine primavera fioriscono i gigli di San Giovanni e le orchidee. Si può seguire il percorso, segnato in giallo e rosso ma a tratti anche con frecce verdi, sempre sulla destra del fiume. Lo stretto canyon è percorribile con facilità nel periodo di magra del torrente ma diventa pericoloso nella stagione invernale e all'inizio della primavera, quando l'aumentata portata delle acque per le piogge e per lo scioglimento delle nevi, rendono tumultuoso e imprevedibile il deflusso. Infatti, per poter passare sull'altra sponda, è necessario sfruttare alcuni sassi sporgenti, per superare alcuni massi, ai piedi dei quali si allarga una bella pozza.
Pochi metri e si ritorna sulla sponda di prima per poi proseguire fino a dove la gola si stringe e le pareti si avvicinano con un effetto spettacolare, nel tratto più bello. Dopo un po' l'ennesima pozza impedisce il passaggio, a meno di non entrare in acqua. Volendo, in ambiente più aperto, si può proseguire fino a Castel Manfrino e Macchia da Sole.

AGRITURISMO “IL PIACERE”

Via Ugo la Malfa, Villa Lempa
64010 Civitella del Tronto (TE)
Tel. 0861.919204

Trattamento offerto:
Solo pernottamento
Pern. e colazione
Mezza pensione
Pensione completa

Colle della Ciocca

Una delle valli più spettacolari ed importanti dell'Appennino dal punto di vista naturalistico e' senz'altro la Valle dell' Orfento. Dalle forre umide ed inaccessibili ricche di muschi e felci, alla faggeta; dalle mughete alle vette rocciose, la valle e' uno scrigno di biodiversita' che ospita rarità' floristiche endemiche e, tra gli animali selvatici, cervi, caprioli, lupi.

AGRITURISMO PIETRANTICA

Località Decontra, 21
65023 Caramanico Terme (PE)
Tel/Fax +39 085.922188 - 338.4045008
Web www.agripietrantica.com
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Rocca Calascio

Il Castello di Rocca Calascio è una delle tante testimonianze dell'incastellamento che seguì la dominazione di Federico II e il ristabilirsi della transumanza, fenomeno economico e sociale cruciale per l'Abruzzo. Il castello, a cavallo di una cresta, domina il versante di Campo imperatore a nord e l'altipiano di Navelli a sud fino alla conca aquilana ad ovest. Stupendo, di pietra bianchissima, dalle torri cilindriche, il castello è ben visibile e staglialo nel cielo.
La sua posizione panoramica e alta (1500 m), le sue forme tipicamente medioevali e l'enorme, selvaggia distesa di Campo Imperatore, sotto le sue mura, hanno ispirato più di un regista per girare film d'epoca o fantastici tipo Conan il Barbaro o Lady Hawke. Visitato il castello e il bell'oratorio del '500, poco più sotto, si può sostare all'area picnic dello specchio d'acqua che si intravede, duecento metri più in basso, vicino alla strada che sale a Castel del Monte.

SEXTANTIO – ALBERGO DIFFUSO

Via Principe Umberto
67020 Santo Stefano di Sessanio (AQ)
Tel. 0862.899112
Web www.sextantio.it
Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Gole di Celano

Da Celano (857 m.) si scende per la statale verso Pescina fin dove questa, prima della località Cappuccini, traversa il fosso che scende dalle gole. Un cartello indica la strada sterrata che conduce allo sbocco del canyon in località "la Foce" (800 m.). Si parcheggia e ci si inoltra a piedi nella gola. Superata una prima strettoia, si continua tra fitta vegetazione fino a raggiungere la Fonte degli Innamorati (1029 m.). Da qui, volendo, si può proseguire verso la suggestiva Val d'Arano fino al margine meridionale dell'altipiano di Ovindoli (1.30 ore circa di cammino per raggiungere Ovindoli), oppure si torna indietro fino al paese. Possibili gli incontri con numerose specie di animali che frequentano il vallone per il suo ruscello.
Le attuali Gole di Aielli-Celano erano in antico denominate Fauces e, nel medioevo, davano il nome ad un abitato Foce, ad un bosco e ad un torrente. All'imbocco sono i ruderi detti nel settecento di Castelluccio riferibili all'incastellamento medievale di Foce: si riconoscono, oltre alle mura di recinzione, i resti del borgo interno disposto su lunghe terrazze impostate su roccia. Nella parte alta, sul versante est, una porta ricavata nella roccia con base gradinata permette di raggiungere dall'esterno la torre-cintata sommitale composta da un recinto a pianta triangolare con resti di piccole cisterne interne.

LOCANDA MADONNA DELLE VIGNE

Via San Michele, 8
67043 Celano (AQ)
Tel. 393.2849854